L’operazione verità della sanità calabrese

Il tema della quantificazione del debito è diventato prioritario nel dibattito politico: il presidente della Regione Occhiuto ribadisce il suo impegno

Il libro “Amara Verità” di Guccione alimenta la discussione su quella che è stata definita la “madre di tutte le battaglie” nel governo del settore

L’operazione verità, la più importante per fare uscire la Calabria dall’emergenza: il tema della quantificazione del debito della sanità è diventato prioritario nel dibattito politico in Calabria. Il presidente della Regione e commissario della sanità Roberto Occhiuto lo ha ribadito intervenendo nella Cittadella a Catanzaro alla presentazione del libro di Carlo Guccione, dirigente nazionale del Pd, dal titolo “Amara Verità: le responsabilità dello Stato nell’ingiustificata voragine del debito sanitario calabrese” (Luigi Pellegrini Editore).

«Faremo la ricognizione del debito, perché la volontà di farla è più forte di qualsiasi interesse», ha esordito Occhiuto spiegando che «per 12 anni i commissari non hanno avuto la possibilità o la capacità di fare la ricognizione del debito, mentre noi stiamo procedendo, anche molti velocemente. Ringrazio la Guardia di Finanza perché ci darà una mano a valutare tutti i titoli di credito e credo che dimostreremo che la sanità in Calabria può essere governata e che i conti della sanità possono essere conti in chiaro. Stiamo facendo un grande lavoro, che produrrà dei risultati già a cominciare dalle prossime settimane.. A oggi hanno risposto 730 fornitori, mancano le società di factoring che hanno acquisito gran parte dei crediti, ma tutto procede secondo le previsioni. Forse – ha concluso Occhiuto - molti hanno capito che in Calabria è passato il tempo nel quale anche chi non doveva avere nulla dal sistema sanitario chiedeva al sistema sanitario di essere pagato».

A sua volta Guccione ha spiegato che «il libro è un contributo per far capire ai calabresi cosa è successo in questi 14 anni di commissariamento. Io ho salutato positivamente la nomina di Occhiuto quale commissario perché è anche un modo di affermare la sovranità della Calabria, a condizione che si ponga mano alle questioni strutturali del debito, perché se non si quantifica il debito non riusciamo a capire qual è la vera situazione. Una volta quantificato il debito, avremo delle questioni che emergeranno con molta nettezza: chi ha prodotto il debito? Chi ci ha guadagnato? Chi ha fatto in modo di tenere la Calabria in queste condizioni?. La madre di tutte le battaglie – ha sottolineato il dirigente del Pd – è proprio la quantificazione del debito, perché ci sono interessi e c’è un sistema che non vuole quantificare il debito, e questo non è un problema che riguarda solo la Calabria ma riguarda anche pezzi dello Stato. Devo dare atto al presidente Occhiuto perché di tutti i commissari che si sono succeduti è stato l’unico che ha attivato le procedure di quantificazione del debito con la Guardia di Finanza».