La sfida del futuro: una Calabria più europea

Con il primo Comitato di Sorveglianza sul Por 2021-2027 alla Cittadella di Catanzaro parte la nuova programmazione per la spesa dei fondi comunitari

Per la regione in arrivo risorse per oltre 3 miliardi. L’obiettivo è colmare il gap economico e  sociale rispetto al resto d’Italia e del continente

«Una Calabria più competitiva e intelligente, una Calabria resiliente e sostenibile, una Calabria più connessa attraverso il rafforzamento della mobilità locale e regionale, una Calabria con più opportunità, una Calabria con più istruzione, una Calabria più inclusiva, una Calabria più inclusiva per i giovani, una Calabria più sociale, una Calabria più vicina ai cittadini». 

Sono queste le priorità che la Regione Calabria intende perseguire con la nuova programmazione comunitaria 2021-27 contenuta nel Por, approvato il 3 novembre dalla Commissione europea. Il nuovo ciclo settennale entra ufficialmente nel vivo con il primo Comitato di Sorveglianza alla Cittadella di Catanzaro presieduto dal presidente della Regione Roberto Occhiuto: nel complesso sono 3,17 miliardi le risorse in arrivo per la Calabria, di queste 2,2 miliardi provenienti direttamente dall’Unione europea distribuiti tra Fesr (1,762 miliardi) e Fondo sociale europeo (458 milioni). 

L’obiettivo di base è consentire alla Calabria di superare il gap con le altre regioni d’Italia e con gran parte delle altre regioni d’Europa. mettendosi alle spalle «il quadro socioeconomico calabrese, notoriamente caratterizzato da numerosi fallimenti di mercato e debolezze strutturali che frenano lo sviluppo».Tante quindi le sfide che attendono la Regione e che la Regione dovrà affrontare facendo leva sui fondi europei. Anzitutto – si legge sempre nel Programma – quella di «ridurre il gap con le altre regioni nella ricerca e nello sviluppo; accrescere il numero e le dimensioni delle imprese innovative nei settori ad alta intensità di conoscenze; migliorare la competitività delle imprese e sostenere la loro internazionalizzazione; ridurre drasticamente il digital divide delle imprese calabresi semplificando i servizi rivolti a cittadini e imprese attraverso l’adozione di tecnologie abilitanti e rafforzando la capacità amministrativa della pubblica amministrazione regionale». 

Priorità assoluta – scrive la Regione nel Por – è «sostenere l’occupazione dei giovani creando opportunità e spazi in settori ritenuti strategici per lo sviluppo regionale, contrastare il fenomeno dei Neet, ridurre la disoccupazione, incrementare l’occupazione “di qualità”, contrastare il fenomeno dell’economia sommersa e aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e combattere la disuguaglianza e la discriminazione nelle condizioni lavorative, nell’istruzione e nella formazione». Ovviamente, si punta con i fondi comunitari a colmare «l’evidente gap infrastrutturale che ancor oggi si ripercuote sulla competitività del sistema territoriale regionale».