Il manifesto per una nuova assistenza

All’Università di Catanzaro il seminario di presentazione del progetto “Per una salute di prossimità”, finalizzato a potenziale la sanità territoriale

Esperti a confronto per individuare il mondo in cui ribaltare l’attuale impostazione caratterizzata dall’”ospedalicentrismo”

Una sanità meno "ospedalecentrica" e più vicina ai cittadini. Su questo filo conduttore si è svolto, nell’ambito del corso di Politiche sociali e sanitarie dell’Università Magna Grecia di Catanzaro, diretto dal professore Guido Giarelli, il seminario di presentazione del Manifesto “Per una salute di prossimità. Una ricalibratura dell’assistenza territoriale del Ssn a partire dalla centralità della persona”. 

Il Manifesto, elaborato da un gruppo di lavoro composto da docenti ed esperti di una rete di 14 Università italiane denominata Welfare Responsabile, ha registrato i saluti del Magnifico Rettore dell’Università di Catanzaro, professor Giovambattista De Sarro, di Ilario Lazzaro, commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro e di Bonaventura Lazzaro, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Catanzaro, e quindi ha visto gli interventi dei quattro relatori Luciano Manfredi, direttore del Distretto socio-sanitario di Lamezia Terme, Teresa Bambara, assessore alle Politiche sociali del Comune di Lamezia Terme, Rubens Curia, portavoce regionale di “Comunità Competente”, e Isolina Mantelli, presidente del Centro calabrese di Solidarietà. 

La pandemia da Covid 19 - è stato uno dei temi al centro del seminario - ha evidenziato ulteriormente le criticità e le debolezze strutturali del Servizio sanitario nazionale italiano, quelle che hanno caratterizzato il suo sviluppo nel corso di oramai oltre quarant’anni di storia. Tra queste, una particolare rilevanza per la natura sindemica della malattia ha assunto la difficoltà del sistema di cure primarie e dei servizi territoriali a svolgere la loro fondamentale funzione di prevenzione, di cura e di contenimento della diffusione del contagio, indispensabile anche per non sovraccaricare il sistema ospedaliero di emergenza-urgenza. 

Dal convegno è emerso come sia quanto mai necessario e urgente ripensare l’organizzazione del sistema delle cure primarie e dei servizi territoriali secondo una nuova prospettiva che, ribaltando il tradizionale concetto di ospedalicentrismo, che ha caratterizzato il sistema sanitario nazionale italiano dopo il decreto legislativo 502/ 92, ne faccia realmente il perno e il primo livello di accesso alle cure assistenziali. Una nuova prospettiva che avvicini sempre di più l’erogazione delle prestazioni ai cittadini.