La speranza cubana per la sanità calabrese

Hanno iniziato la loro attività negli ospedali della provincia di Reggio Calabria i professionisti caraibici ingaggiati a tempo determinato dalla Regione

«Daremo il massimo», hanno detto gli operatori stranieri. Calorosa l’accoglienza dei colleghi italiani, per i quali la loro presenza è un sollievo

«Daremo il massimo». Curiosità, ma anche grande emozione e tanta voglia di mettersi al lavoro per aiutare i colleghi calabresi. Con questi stati d'animo i 51 medici cubani ingaggiati a tempo determinato dalla Regione per sopperire alle gravi carenze di organico della sanità calabrese hanno iniziato  la loro attività negli ospedali del Reggino ai quali sono stati destinati dopo aver concluso un corso di lingua italiana all'Università della Calabria. 

Nei giorni scorsi i professionisti caraibici sono arrivati nei presìdi della provincia di Reggio Calabria, in particolare in quelli di Locri e Polistena. Dovunque, per i medici cubani un'accoglienza calorosa da parte dei rappresentanti istituzionali a vario titolo competenti e soprattutto da parte dei colleghi calabresi, per i quali la loro presenza è sicuramente un sollievo considerando le difficoltà logistiche e le scoperture di personale che si riscontrano quotidianamente negli ospedali del Reggino.

Nel dettaglio, all'ospedale di Locri, dove sono arrivati a bordo di uno scuolabus, sono 16 - 4 donne e 12 uomini - i camici bianchi cubani che da alcuni giorni  prestano servizio: tra loro ci sono un cardiologo, un ginecologo, 4 ortopedici, un radiologo e 9 specialisti in medicina interna e d’urgenza. Sei di loro operano nel pronto soccorso. Saranno sempre affiancati dai professionisti calabresi anche per superare insieme i fisiologici problemi di adattamento e di comunicazione, perché ai professionisti cubani serve ancora un po' di tempo per una conoscenza più approfondita della lingua italiana. Ma dalle impressioni raccolte traspare tutta la disponibilità dei medici di dare manforte al sistema sanitario calabrese: «Siamo felici di essere qui per collaborare con i colleghi italiani e aiutare un settore che vive sicuramente una fase d'emergenza, metteremmo il massimo impegno convinti di ricevere tanto dai medici calabresi sul piano umano oltre che professionale», è stato il commento generale degli operatori caraibici, che a Locri - a testimonianza della valenza anche sociale di questa collaborazione tra Calabria e Cuba - sono alloggiati all'Eco-Ostello della Gioventù, allestito dalla cooperativa Goel in un immobile confiscato alla 'ndrangheta.  

Anche nelle altre realtà del Reggino che li ospitano le stesse scene di accoglienza: anche a Polistena, dove sono stati ricevuti dal commissario dell’Asp di Reggio Calabria, Lucia Di Furia, sono 16 i medici cubani che hanno preso servizio, in particolare sono 2 ortopedici, un radiologo, 2 cardiologi e altri di varie discipline che anche qui sono stati in buona parte destinati al pronto soccorso.