Un mattone (metaforico) dopo l’altro

magazine voce ai giovani

Prosegue a tappe forzate l’iter per la realizzazione del Ponte sullo Stretto: dopo il via libera del governo c’è l’ok al decreto anche della Camera dei deputati

Il provvedimento, che ora passa all’esame del Senato,  cambia l’assetto della società concessionaria, nella quale sarà presente la Regione Calabria

Un mattone dopo l'altro, anche se ancora solo metaforico. Dopo l'ok del governo, anche dalla Camera arriva il via libera al decreto legge sul Ponte dello Stretto. Il provvedimento definisce l’assetto della società Stretto di Messina Spa (Sdm), che diventa società in house,  e riavvia le attività di programmazione e progettazione dell'infrastruttura. I voti a favore sono stati 182 (quelli della maggioranza di centrodestra), i no 93, 1 astenuto. Il decreto passa ora all’esame del Senato.

Il costo complessivo dell’opera (che l’ultimo Allegato infrastrutture al Def quantifica in 13,5 miliardi di euro) comprende l’aggiornamento dei prezzi dei contratti caducati secondo due distinte modalità; in particolare, fino al 31 dicembre 2021 sono applicati ai prezzi contrattuali gli indici di rivalutazione monetaria previsti dagli stessi contratti caducati; a far data dal 1° gennaio 2022 fino alla data della delibera di approvazione del progetto definitivo l’adeguamento dei prezzi spettanti al contraente generale è pari all’indice di conservazione dell’equilibrio contrattuale, calcolato come media delle variazioni percentuali del valore dei primi quattro progetti infrastrutturali banditi da Rfi e Anas nel 2022. Cambia l'assetto societario della Stretto di Messina Spa: la quota di maggioranza (51%) spetta al Ministero dell’economia e delle finanze (Mef) e non, come previsto dal testo previgente, alla società Anas Spa o altre società controllate dallo Stato. La quota restante viene attribuita a Rfi, Anas, e alle Regioni Sicilia e Calabria. Il Mef esercita i diritti dell'azionista d'intesa con il Mit (Ministero delle infrastrutture e dei trasporti); al Mit sono attribuite funzioni di indirizzo, controllo, vigilanza tecnica e operativa sulla Società stretto in ordine alle attività oggetto di concessione. Il Consiglio di amministrazione (CdA) è composto da cinque membri, di cui: due designati dal Mef d’intesa con il Mit, che ricoprono rispettivamente la carica di presidente e di amministratore delegato; uno designato dalla Regione Calabria; uno designato dalla Regione Sicilia; uno designato congiuntamente da Rfi e Anas.

L'opera è inserita nell'Allegato infrastrutture del Def, con l'indicazione del costo stimato, delle risorse disponibili e del fabbisogno residuo e prevede la presentazione di una relazione sul progetto definitivo dell'opera su cui è chiamato ad esprimersi il Consiglio di amministrazione della concessionaria. Al termine del procedimento di approvazione della relazione da parte della società concessionaria, ha luogo la conferenza di servizi istruttoria sul progetto definitivo.