Bonomi a Catanzaro: “l’Agenda Calabria è importante per tutto il Paese”

Il presidente di Confindustria alla presentazione del Piano d’azione promosso dall’associazione degli industriali nella sede della Regione alla presenza del governatore Roberto Occhiuto, dei vertici della confederazione a partire dal presidente Aldo Ferrara

 “L’autonomia differenziata è in Costituzione e va fatta, ma le 23 materie decise 22 anni fa e tutto quello che è successo dalla pandemia in poi ci fanno pensare che forse qualcosa vada rivista”

CATANZARO - “L’Agenda Calabria è un progetto importante non solo per i calabresi, ma un dono che l’industria nazionale ha voluto fare ad una regione che può dare tanto e da cui ci aspettiamo tanto. La prima cosa da fare è lavorare insieme, pubblico e privato, e quello di oggi è un esempio di come poter fare qualcosa uniti per il proprio Paese”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, in occasione della presentazione del Piano d’azione promosso dall’associazione degli industriali nella sede della Regione Calabria a Catanzaro. Bonomi, a margine del suo intervento, si è soffermato anche in merito all’ipotesi di riforma: “Siamo molto ansiosi di vedere la riforma, ma non avendo ancora un testo non possiamo esprimere giudizi. Ci aspettiamo una riforma organica, se parliamo di fisco di impresa pensiamo si debba cambiare il paradigma: non più un fisco visto solo come gettito per lo Stato, ma che sia amico delle imprese e di chi vuole fare, che premi chi investe e chi capitalizza le proprie imprese. Se si pensa di usare il fisco di impresa come leva per le assunzioni, crediamo invece sia un’altra la strada da seguire, ovvero quella delle decontribuzioni”.

L’autonomia differenziata. L’autonomia differenziata, per Bonomi “è in Costituzione e va fatta, ma le le 23 materie decise 22 anni fa e tutto quello che è successo dalla pandemia in poi ci fanno pensare che forse qualcosa vada rivista. Il commercio internazionale, in una sfida di competitività con Stati Uniti e Cina, o i grossi assi viari li affrontiamo per singole Regioni? Nei prossimi 18 anni, per quattro mesi, il Monte Bianco sarà chiuso per manutenzione, è un problema del presidente della Regione Valle d’Aosta o di tutta Italia? Credo vada fatta una discussione nel merito, avevamo detto che se bisogna agire sui Lep per risolvere le disuguaglianze questo non lo si possa fare in varianza di finanza pubblica, ma occorre mettere risorse per superare i divari”. “Bisogna evitare polemiche, quello che è successo ci deve far riflettere tutti. Dispiace che l’immagine della Calabria e del suo mare siano associati alla morte. Da qui bisogna lavorare insieme su come pensare a politiche migratorie a tutto tondo, che tengano conto della parte lavorativa, sociale, di cittadinanza, di inclusione”, ha detto ancora il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, a margine dell’incontro in merito alla tragedia di Cutro e il problema legato ai flussi migratori.

La posizione sul commercio internazionale. “Il commercio internazionale, in una sfida di competitività con Stati Uniti e Cina, o i grossi assi viari li affrontiamo per singole Regioni? Nei prossimi 18 anni, per quattro mesi, il Monte Bianco sarà chiuso per manutenzione, è un problema del Presidente della Regione Valle d’Aosta o di tutta Italia? Credo vada fatta una discussione nel merito, avevamo detto che se bisogna agire sui Lep per risolvere le disuguaglianze, questo non lo si possa fare in varianza di finanza pubblica, ma occorre mettere risorse per superare i divari”. Interpellato sulle prospettive del rigassificatore di Gioia Tauro, Bonomi ha così risposto: “Credo costituisca una infrastruttura strategica nazionale, ma non vorrei che, venuta meno la tensione, tutti ci rilassiamo per poi ritrovarci con un altro problema. Teniamo conto che questo era un progetto che prevedeva anche la costruzione di una piastra del freddo, cosa fondamentale per una Paese ed una regione che fa dell’agroalimentare uno dei prodotti di punta. Un progetto, quindi, che resta attuale e su cui bisogna lavorare tutti”.

 

 La riforma del fisco. “Siamo molto ansiosi di vedere la riforma, ma non avendo ancora un testo non possiamo esprimere giudizi. Ci aspettiamo una riforma organica, se parliamo di fisco d’impresa pensiamo si debba cambiare il paradigma: non più un fisco visto solo come gettito per lo Stato, ma che sia amico delle imprese e di chi vuole fare, che premi chi investe e chi capitalizza le proprie imprese. Se si pensa di usare il fisco di impresa come leva per le assunzioni, crediamo invece sia un’altra la strada da seguire, ovvero quella delle decontribuzioni”, ha detto ancora Bonomi.

 Occhiuto: grande attenzione per la nostra regione. “Devo riconoscere al presidente Bonomi un’attenzione per la nostra Regione, abbiamo già interloquito altre volte in maniera concreta su questioni attinenti lo sviluppo della Calabria”, ha detto invece il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. “La Regione ha una grande responsabilità – ha continuato Occhiuto – deve dimostrare di saper cambiare passo, diventare una terra dove lo sviluppo si può fare. Anche il Paese ha una grande responsabilità nei confronti della Calabria, perché la nostra regione può essere davvero l’hub dell’Italia e dell’Europa sul Mediterraneo, che sta diventando in maniera crescente il centro del nuovo paradigma dell’economia continentale. Sono felice che Confindustria abbia voluto offrire questo studio, prodotto da uno dei centri più qualificati del Paese, uno strumento che conterrà le linee d’azione su cui muoversi per determinare la crescita del paese”.

 Aldo Ferrara: un articolato piano di investimenti. “Un articolato piano di investimenti, un disegno ambizioso che vuole fare leva sulla programmazione unitaria con i suoi tre assi costituiti dai fondi di sviluppo e coesione, dal Pnrr e dalla nuova Programmazione 2021-27”, ha affermato il presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara, che ha sintetizzato i contenuti del piano d’azione proposto dal Centro studi di Confindustria per gli investimenti sul territorio.  “I tre cicli precedenti – ha continuato – non hanno prodotto effetti, anzi gli indicatori macroeconomici sono tutti peggiorati. Il Centro Studi di Confindustria, che in termini di ricerca economica è un’eccellenza nazionale, ha voluto proporre un piano di aiuti che contiene le linee guida da seguire per la Regione. Auspichiamo che, con la traduzione in bandi e avvisi, queste indicazioni vengano messe a terra nel medio e lungo termine, per avere un sistema produttivo con più imprese, più tecnologico e sostenibile con altra intensità di conoscenze da parte dei lavoratori”