Covid, in Calabria nuova impennata

Il monitoraggio della Fondazione Gimbe rileva che la nostra regione è quella che registra l’aumento più consistente di nuovi casi positivi nell’ultima settimana 

Incidenza molto sostenuta a Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. In calo i ricoveri anche se il tasso di ospedalizzazione è tra i più alti d’Italia

 

In Italia i contagi da Covid 19 tornano a salire e la Calabria, oltre a confermare il trend, è la regione che registra l'impennata più alta. A testimoniarlo è il monitoraggio nazionale sull'andamento della pandemia effettuato dalla Fondazione Gimbe, che ha stilato una puntuale "fotografia” sul Covid nell'ultima settimana.

In questa finestra temporale - spiega la Fondazione Gimbe -  sono in calo terapie intensive (-15,1%) e ricoveri ordinari (-15,5%), stabili i decessi (+1,7%): -1.166 ricoveri in area medica e -45 in terapia intensiva rispetto alla settimana precedente, mentre i decessi sono 759 (di cui 80 riferiti a periodi precedenti) rispetto ai 746 registrati nel report di 7 giorni fa, con una media di 108 al giorno rispetto ai 107 della settimana precedente. I nuovi casi sfiorano quota 178mila, riferisce poi Gimbe, con una media mobile a 7 giorni di oltre 25 mila casi al giorno. In tutte le Regioni, ad eccezione di Emilia-Romagna (-9,1%) e Umbria (-0,4%), si registra un incremento percentuale dei nuovi casi, dal +8,1% della Liguria al +56,4% della Calabria. Rispetto alla settimana precedente, in 95 province si rileva un incremento dei nuovi casi (dal +1,8% di Catania e Trapani al +79,4% di Catanzaro), nelle restanti 12 province si rileva una diminuzione (dal -0,1% di Savona al -25% di Forlì-Cesena). L'incidenza supera i 500 casi per 100mila abitanti in 6 Province: Crotone (784), Catanzaro (728), Vibo Valentia (652), Pescara (617), Belluno (528) e Teramo (522). Per quanto riguarda la Calabria, secondo i dati del bollettino quotidiano della Regione resta alto il tasso di positività, sistematicamente superiore al 25%, inoltre continua a salire il numero delle vittime (sono oltre 2900). 

Un indicatore che comunque induce a un certo ottimismo è quello del tasso di ospedalizzazione, che in Calabria è tornato a scendere con il contestuale calo dei ricoveri anche se la percentuale di occupazione nella regione è sempre tra le più alte d'Italia: sono 180 in area medica e 7 nelle rianimazioni. In generale, sul fronte degli ospedali - afferma Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe - «prosegue il calo dei ricoveri sia in area medica (-15,5%) che in terapia intensiva (-15,1%)». Dal 26 luglio al 23 agosto i ricoveri sono scesi rispettivamente da 434 a 254 in area critica e da 11.124 a 6.378 in area medica. Al 23 agosto il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è del 9,9% in area medica (dal 4,9% del Piemonte al 24,3% dell'Umbria) e del 2,8% in area critica (dallo 0% della Provincia Autonoma di Bolzano e della Valle D'Aosta al 5,6% della Calabria).