È stato Boccia a cercare Ciconte

È stato Boccia a cercare Ciconte

È stato Francesco Boccia lunedì a cercare il professor Enzo Ciconte. Ovviamente perché a Boccia è stato chiesto di farlo e perché è questo il “mestiere” del responsabile Enti locali del Pd, dialogare e provare ad allargare il tavolo del centrosinistra quanto più possibile.

Un “sondaggio” generico ma determinato il suo nei confronti di Ciconte. Non “invasivo” e per niente formale. Un primo approccio attorno all’idea di vedere l’ex storico deputato e prima linea nella narrazione della lotta al crimine di Calabria in campo con la bandiera dell’intero centrosinistra. Proprio Boccia che è atteso in un caldo giovedì pomeriggio di Calabria a dipanar le nebbie, conteso tra chi cerca conferme e chi nuove frontiere. Il solito Pd conterraneo, giusto per sintetizzare. Naturalmente disunito per conformazione e allineato al ribasso dalla condotta del commissario regionale del partito che è riuscito nel “miracolo”, se possibile, di concretizzare l’aforisma che al peggio non c’è mai fine. Toccherà a Boccia quindi provare a sedare gli animi. Lui ha fatto il suo, Boccia. Che è un mite e un moderato ma è ben lontano dall’essere uno sprovveduto. Interpreta e divulga il dna del Nazareno, del resto. Allargare e non rattrappire partito e coalizione anche perché c’è una variante nello scenario del partito che è quasi un inedito rispetto agli ultimi anni in Calabria: si può anche provare a vincere quando si va al voto.

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