L'OPINIONE

UN SALONE DEL LIBRO DI TORINO STREPITOSO GRAZIE ANCHE ALLA REGIONE CALABRIA

UN SALONE DEL LIBRO DI TORINO STREPITOSO

Il Salone del Libro di Torino, XXXIV edizione, ha registrato un successo strepitoso sia in termini di qualità che di affluenza. La copertura mediatica è stata all’altezza della situazione, vista la presenza dei migliori giornalisti del settore, quelli che una volta si chiamavano “terzapaginisti” e il cui compito era di orientare e guidare con mano sicura il lettore nel magma caotico della produzione letteraria.

La Regione Calabria in questa occasione, grazie al lavoro proficuo e rapido della Vicepresidente Giusi Princi, ha fatto la sua parte alla grande, con uno stand elegante e ricco di eventi e libri di valore. Frequento da decenni il Salone e per la prima volta in assoluto ho registrato con piacere un convinto senso di condivisione dei valori regionali. Noi calabresi non abbiamo mai brillato in questo, lasciando campo libero a rigurgiti di insano campanilismo e a bizantinismi di ogni sorta. Quest’anno, complice probabilmente il fascino indiscusso dei Bronzi di Riace, abbiamo respirato aria nuova e tutti gli eventi si sono svolti in un clima di collaborazione e di positività. Presenti tutti i principali editori e scrittori calabresi che si sono avvicendati nello spazio-eventi supportati, oltre che dalle bravissime impiegate della Regione guidate da un’eclettica Imma Guarasci, dallo staff del Sistema Bibliotecario Vibonese guidato dal carismatico Gilberto Floriani e dai ragazzi di Bottega Editoriale guidati dal magnetico guru Fulvio Mazza. Un valido apporto è stato fornito da una tra le più prestigiose associazioni culturali della regione, l’Accademia dei Caccuriani guidata da Adolfo Barone. Strategica anche la presenza di due esponenti della comunità calabrese in Piemonte, il regista Mimmo Calopresti e lo scrittore Pietro Criaco. Dai dibattiti è risultato evidente che il mondo dell’editoria sarà chiamato ad acquisire competenze sempre nuove e occhi capaci di cogliere le opportunità che vanno via via a delinearsi, sfruttando l’innovazione digitale, rispondendo con creatività e professionalità alle sfide lanciate dalle tecnologie, per creare nuove strade di crescita e ripresa del settore. Essenziale, da questo punto di vista, sarà il varo, dopo 50 anni di attesa, della Legge sull’Editoria Regionale che la Vicepresidente Princi si è impegnata a sottoporre al vaglio del Consiglio Regionale. Spiace solo che non abbia trovato spazio tra gli eventi il progetto “Locride capitale italiana della Cultura 2025” ma siamo certi che il presidente del GAL “Terre Locridee”, presieduto dall’ex sindaco di Locri Francesco Macrì nella sua qualità di soggetto attuatore, non mancherà di convocare gli operatori culturali per avviare la macchina organizzativa, liberandola dal soffocante abbraccio della burocrazia della Città Metropolitana.

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