‘Ndrangheta, oltre 200 misure cautelari. Ai domiciliari Marcello Manna

L’operazione dei carabinieri del comando provinciale di Cosenza è scattata alle prime ore di oggi anche in altri centri del territorio nazionale

COSENZA – Sono 202 le misure cautelari eseguite all’alba dai Carabinieri, il personale della Squadre Mobili delle Questure di Cosenza e Catanzaro, e dalla Guardia di Finanza, con il coordinamento della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione di tipo ‘ndranghetistico, associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, aggravato dalle modalità e finalità mafiose. Ancora le accusa vanno dall’associazione a delinquere finalizzata a commettere delitti inerenti all’organizzazione illecita dell’attività di giochi – anche d’azzardo – e di scommesse, delitti di riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di beni e valori, nonché in ordine ad altri numerosi delitti, anche aggravati dalle modalità e finalità mafiose.

Contestualmente è stato eseguito, a cura dei Finanzieri GICO  di Catanzaro e dallo SCICO di Roma, il sequestro preventivo di beni immobili, aziende, società, beni mobili registrati, riconducibili a numerosi indagati, per un valore stimato in oltre 72 milioni di euro. Delle 202 misure cautelari, 139 sono le persone finite in carcere, 51 ai domiciliari, eseguiti 11 provvedimenti di obbligo di dimora e un divieto di esercitare la professione.

Nell’operazione è coinvolto anche il sindaco di Rende, Marcello Manna, finito agli arresti domiciliari per un presunto caso di corruzione elettorale, risalente al 2019. Ai domicilairi anche due assessori dei comuni di Cosenza e Rende: Francesco De Cicco, assessore alla manutenzione e al decoro urbano di Cosenza e l’assessore ai Lavori pubblici del comune di Rende, Pino Munno. Coinvolti anche esponenti di alcuni clan mafiosi di Cosenza.

Le misure cautelari sono state eseguite non solo a Cosenza e Rende ma anche ad indagati residenti ad Acri, Castrolibero, Celico, Cellara, Luzzi, Marano Principato, Mendicino, Montalto Uffugo, Rogliano, San Benedetto Ullano, San Marco Argentano, San Pietro in Guarano, Spezzano Albanese, Spezzano Sila e Villapiana, in provincia di Cosenza. Altre misure sono state eseguite a Torino, Milano, Novara, Parma, Agrigento, Napoli, Bellusco (Mb), Sala Consilina e Cavaion Veronese. Le indagini comprendono un periodo che va dal 2017 al 2021. L’inchiesta, secondo quanto ritenuto dagli investigatori, ricostruisce gli assetti delle consorterie di ‘ndrangheta attive nell’area urbana cosentina e che vedrebbe insieme i clan Patitucci-Porcaro, Presta, Di Puppo-D’Ambrosio alleati con quello dei cosiddetti “zingari”.

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