Naufragio a Cutro: oggi l’incidente probatorio. Uno dei superstiti: «Meloni ieri ha pianto»

Altre due persone sopravvissute al naufragio saranno sentite lunedì prossimo e quattro martedì 

CATANZARO – Non è ancora iniziato, davanti al gip del Tribunale dei minori di Catanzaro, l’incidente probatorio per il naufragio di Steccato di Cutro che ha provocato la morte di 86 persone. In aula, infatti, non si è ancora presentato l’interprete del 17enne pakistano indagato quale presunto scafista. Il tribunale sta ora cercando di trovarne un altro. Per l’udienza di questa mattina sono stati convocati tre superstiti, un siriano e due pakistani. Altre due persone sopravvissute al naufragio saranno sentite lunedì prossimo e quattro martedì. L’incidente probatorio è stato disposto per cristallizzare le testimonianze dei naufraghi.

Dopo l’intoppo relativo all’interprete intorno alle 12.30 è iniziato nel Tribunale dei minorenni di Catanzaro, l’incidente probatorio ma non tutti i superstiti saranno sentiti. Solo quelli le cui testimonianze sono ritenute più significative per l’indagine nei confronti dei presunti scafisti.
Sono rimasto in acqua almeno tre ore aggrappato ad un pezzo della barca e sono stato recuperato quando era già giorno da una motovedetta della Guardia costiera”. A raccontarlo è uno dei superstiti che, nel naufragio, ha perso una nipotina di 6 anni, morta, dice lui “per ipotermia“.

“Ero nella stiva quando c’è stato l’urto – ha raccontato l’uomo, un cittadino siriano – sono subito salito insieme ai miei due nipoti e ci siamo gettati in acqua. La bambina però è morta mentre l’altro nipote si è salvato”.

Quest’ultimo aveva raccontato di avere tenuto in braccio la sorellina ma che tutto era stato inutile perché la piccola era morta per il freddo. L’uomo ha poi riferito che poco prima dello scontro con la secca, gli scafisti turchi erano scesi nella stiva per informare i migranti che sarebbero arrivati a breve e quindi avevano messo il motore del caicco al massimo, rompendo poi la leva per evitare di poter decelerare. Quindi avrebbero buttato in acqua un canotto nel tentativo, risultato vano, di fuggire.

Superstite racconta l’incontro con Giorgia Meloni «ha pianto»

Sempre l’uomo sopravvissuto con il nipote che ha perso la nipotina di 6 anni , che dovrà essere sentito nell’incidente probatorio al Tribunale dei minori di Catanzaro racconta l’incontro con il presidente del Consiglio ieri a Palazzo Chigi: “La premier si è messa a piangere durante l’incontro che abbiamo avuto ieri a Roma”. “Da parte sua – ha aggiunto l’uomo che ha fatto parte della delegazione – c’è stato un forte carico emotivo. Ci ha chiesto delle nostre sofferenze e quando le abbiamo raccontate si è messa a piangere. E’ stata molto partecipativa. Chi voleva raccontare la propria storia ha potuto farlo”.

“Io e mio nipote – ha aggiunto – le abbiamo chiesto aiuto per far venire in Italia la mamma della bambina e gli altri figli rimasti in Siria per ricongiungimento familiare. Lei ci ha detto che potrebbe aiutarci. Ci ha fatto una promessa per cui per ora l’incontro è stato molto positivo”.

 

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