Giorgia Meloni: “Cdm il 1 maggio per prendere decisioni sul tema del lavoro”

Nel corso di un’intervista rilasciata dalla presidente del Consiglio a Milano Finanza la premier ha affrontato tutti i temi caldi: dalle politiche sul lavoro al Def, dai migranti al Pnrr

“I primi a dover dare l’esempio devono essere quelli che come noi che, in fondo, sono dei privilegiati.  Quindi nella giornata in cui tanti italiani saranno sul posto di lavoro, tra le forze dell’ordine, tra chi si prende cura dei malati negli ospedali, nei trasporti, nei ristoranti, negli alberghi, nei luoghi della cultura, il governo dedicherà una seduta del consiglio dei ministri al lavoro, prendendo decisioni sul lavoro”, ha esordito così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni  in un’intervista rilasciata al quotidiano Milano Finanza spiegando i motivi che l’hanno spinta a convocare il Consiglio dei ministri il Primo maggio.

Tra le decisioni in merito al mercato del lavoro che saranno sul tavolo del Cdm c’è  “un taglio dei contributi sociali a carico dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi di oltre 3 miliardi di euro che va ad aggiungersi al taglio di 3 punti percentuali già realizzato con la legge di bilancio”, ha dichiarato Meloni affermando che si tratta di una riforma che darà “un forte impulso alla crescita”.

A proposito del Def, presentato nei giorni sorsi dal Ministero dell’Economia, la premier ha  specificato che ” le previsioni della crescita del Pil sono riviste al rialzo con responsabilità, l’economia va meglio grazie agli interventi messi in campo sin dal suo insediamento dal governo, in primis la legge di bilancio, al calo del prezzo delle materie prime, al rallentamento dell’inflazione e alla ripresa dei consumi, dovuta anche al clima di fiducia che si registra in Italia da quando è in carica l’attuale esecutivo. Vorremmo ritrovarci a fine anno nella condizione di annunciare risultati migliori rispetto a quanto attualmente previsto e non, come avvenuto molto spesso in passato, a dover rivedere al ribasso, anche in maniera marcata, le previsioni contenute nel Def”.

Ancora, in relazione al Pnrr tanto discusso la presidente del Consiglio ha confermato quanto affermato dal ministro per gli Affari Europei, Raffaele Fitto: “governo e maggioranza stanno lavorando con la Commissione europea per risolvere alcuni problemi strutturali del Piano. Ma il Pnrr, sia chiaro, non è un problema, ma una grande opportunità che il governo non si lascerà sfuggire, nonostante errori e ritardi che ha ereditato. Per questo siamo al lavoro per rimodulare il piano e risolvere le criticità, puntando su quei progetti per i quali i finanziamenti possono essere spesi entro la scadenza del Piano”.

Un passaggio dell’intervista è stato riservato alle nuove nomine a Eni, Enel, Leonardo, Poste e Terna. “È stato un ottimo lavoro di squadra del governo che ne esce rafforzato. Abbiamo indicato i nuovi amministratori guardando alla competenza e non all’appartenenza. E per la prima volta nella storia delle grandi aziende quotate e partecipate dallo Stato abbiamo una donna amministratore delegato”, ha spiegato Meloni che, invece in relazione a Monte dei Paschi ha specificato, “Non dobbiamo ripetere gli errori del passato. Abbiamo confermato Lovaglio alla guida del Monte dei Paschi, l’amministratore delegato ha condotto in porto con successo l’ultimo aumento di capitale e adesso bisogna lavorare per riportare il Monte sul mercato. Vogliamo gestire in modo ordinato l’uscita dello Stato dal capitale di Mps per creare in Italia le condizioni perché ci siano più poli bancari”.

Non da ultimo il tema dei migranti, considerate le numerose tragedie che si consumano nei pressi delle coste italiane. Meloni ha affermato che obbiettivo del governo è  “fare la lotta ai trafficanti di esseri umani, non ai migranti. Chi ha le carte in regola potrà costruire il proprio futuro in Italia, a chi non ha i requisiti non sarà consentito di arrivare illegalmente. Non è la nostra politica, è quella dell’intera Unione europea. L’immigrazione è certamente un punto chiave del nostro negoziato con la Commissione, nel Consiglio europeo abbiamo fatto valere le nostre ragioni e ottenuto per la prima volta un piano concreto per il Mediterraneo centrale che nel prossimo appuntamento di giugno sarà sottoposto a ulteriore verifica”.

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