Rinascita Scott, “il perito al bar con gli imputati”: l’allarme di Gratteri

Procuratore Nicola Gratteri

Periti sorpresi al bar con gli imputati ai domiciliari del processo Rinascita-Scott. Gratteri: “una vicenda grave e paradossale”

LAMEZIA TERME – I periti incaricati dal Tribunale collegiale di Vibo Valentia – dinanzi al quale si sta celebrando il maxiprocesso alla ‘ndrangheta nato dall’operazione Rinascita Scott – delle trascrizioni delle intercettazioni agli atti dell’inchiesta, oltre che lavorare per i giudici avrebbero accettato consulenze di parte dagli avvocati delle difese degli imputati in relazione alle stesse intercettazioni. Una situazione grave e paradossale, denunciata ieri in aula dal procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri che insieme ai pm Andrea Mancuso, Annamaria Frustaci ed Antonio De Bernardo, rappresenta la pubblica accusa. Alcuni periti incaricati delle trascrizioni delle intercettazioni dai giudici del Tribunale sarebbero stati inoltre visti dal pm Frustaci in compagnia di alcuni imputati a piede libero.

Periti che chiedono una proroga di 24 mesi per portare a compimento, per conto del Tribunale di Vibo Valentia, le trascrizioni delle intercettazioni per il processo Rinascita ma che non disdegnano di farsi affidare incarichi da avvocati che difendono imputati nello stesso processo. Gratteri chiede che venga fatta chiarezza e vengano nominati anche nuovi periti.

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