PAOLO MADDALENA: IL SISTEMA GLOBALE ECONOMICO PREDATORIO NEOLIBERISTA ALLA RADICE DELLA GUERRA

Paolo Maddalena, Vicepresidente Emerito della Corte costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione” ha pubblicato su Key4Biz una interessante riflessione sul conflitto in Ucraina.

“Alla radice della guerra e delle sopraffazioni del mercato c’è la volontà di distruggere Popoli e arricchire gli speculatori.

Il motivo più profondo della lotta sul piano internazionale risiede per altro anche nella lotta, interna agli Stati, tra multinazionali e singoli, nonché fra Stati più forti e Stati più deboli, a causa del globale radicamento del sistema economico predatorio neoliberista”.

Maddalena sostiene che l’alimentazione da parte degli USA e dei paesi occidentali, del conflitto scatenato da Putin, è giunto ormai a un punto che spinge a ritenere che ormai il mondo intero sia entrato in guerra.

“Si tratta di una guerra della quale non si vede la fine e che per ora è portata avanti per procura, nell’ambito del territorio ucraino, provocando distruzioni totali e una molteplicità enorme di vittime umane, soprattutto indifese, come i bambini. Un vero orrore. Come ho più volte detto la soluzione non sta nell’invio delle armi, il cui esito finale potrebbe essere il ricorso di Putin alla bomba atomica, ma nella urgente trasformazione, alla quale dovrebbero prender parte tutti i Popoli di buona volontà, della Comunità internazionale, che esiste di fatto senza alcuna regolamentazione giuridica valida, cancellando l’inammissibile diritto di veto previsto dal consiglio di sicurezza dell’ONU”.

Continua Maddalena: “Il motivo più profondo della tensione sul piano internazionale risiede per altro anche nella lotta, interna agli Stati, tra multinazionali e singoli, nonché fra Stati più forti e Stati più deboli”.

La sua convinzione è che sia necessario istituire un ordine giuridico nella comunità internazionale, e all’interno del mercato globale, attualmente governato dalle leggi del sistema economico predatorio liberista.

E Maddalena torna al suo cavallo di battaglia: “È quanto sta avvenendo in Italia a proposito della illecita concessione a privati della gestione dei profitti dei servizi pubblici essenziali (autostrade, trasporto aereo, telecomunicazioni, ecc.) a privati speculatori nazionali ed esteri, i quali comprano e vendono queste società di gestione aumentando i loro profitti ai danni della collettività, infatti detti servizi pubblici sono molto lucrativi e questa immensa ricchezza che essi producono, anziché finire nel bilancio dello Stato italiano, finisce nelle tasche di detti speculatori”.

Maddalena sottolinea che questa situazione viola in modo eclatante l’articolo 42, primo comma, prima alinea, della Costituzione, nel quale si legge che: “la proprietà è pubblica o privata”, intendendo per proprietà pubblica la proprietà del Popolo, che è originaria, cioè coeva alla costituzione dello Stato-Comunità, illimitata (a differenza della proprietà privata per la quale sono previsti importanti limiti) e soprattutto piena, nel senso che la proprietà pubblica del bene di cui si tratta (ad esempio le autostrade) non può essere svuotata del suo contenuto, consistente nel servizio pubblico, in modo da creare l’assurdo di una proprietà pubblica “nuda” la cui fruizione e i cui profitti sarebbero dati, mediante le concessioni, a singoli speculatori privati. Insomma l’articolo 42 della Costituzione afferma chiaramente che la proprietà pubblica di un bene implica inscindibilmente la sua fruizione e gestione…

“Questo scempio deve finire e il Parlamento ha il dovere di bloccare questo saccheggio del patrimonio pubblico con una legge che vieti la concessione dei servizi pubblici essenziali e ammetta soltanto lo svolgimento da parte di privati di singole e determinate attività per il tempo richiesto dallo svolgimento delle attività stesse. L’abolizione delle concessioni dei servizi pubblici è una necessità inderogabile per salvare posti di lavoro, impedire che le fonti di produzione di ricchezza vadano all’estero e, in una parola, salvare il Popolo italiano da un inevitabile e totale immiserimento”.