LA PARCELLA A ZAHA HADID L’HA SALDATA FALCOMATÀ

Dalle pagine di Gazzetta del Sud, che correttamente lo scorso 1° agosto ha pubblicato la mia precisazione, il principale corifeo di quel poco che resta della destra Scopellitiana, Lucio Dattola, ha ripreso maldestramente l’argomento della presunta incapacità,

Waterfront Reggio Calabria

o mala voglia, del sindaco Giuseppe Falcomatà di cantierizzare e completare le “favolose opere pubbliche” sognate e commissionate da Giuseppe Scopelliti nel periodo della sua reggenza. Dattola, addirittura, in un intervento pubblicato dalla Gazzetta del Sud, si spinge ad esortare Falcomatà a “limitarsi a completare a ultimare quanto ideato, progettato e iniziato da quel visionario di Peppe Scopelliti…”. Ora è evidente che non tocca a me difendere Giuseppe Falcomatà, anche perché da gennaio 2020 son tornato a fare il mio antico mestiere ma, francamente, di fronte a certe affermazioni non riesco a tacere, anche per una forma di deontologia professionale. Si da’ il caso, infatti, che durante l’espletamento del mio incarico a Palazzo San Giorgio nello staff del sindaco, mi sono imbattuto, proprio nei giorni d’inizio del primo mandato, in un plico contenente un decreto ingiuntivo internazionale proveniente da uno studio di architettura londinese. Dattola parla di Scopelliti come di un visionario appassionato amante della sua città; l’estro ironico di Lucio è universalmente riconosciuto, ma il suo amore per Peppe vola al sopra di ogni cosa, senso del ridicolo compreso, e così non ha tenuto in conto che quel visionario di Scopelliti era talmente preda delle sue visioni che si ritrovava a trascurare le cose terrene. Tra queste il pagamento della mega parcella dell’archistar anglo-iraniana Zaha Hadid, l’ideatrice del tanto celebrato Waterfront, scomparsa purtroppo prematuramente il 31 marzo del 2016.

Stiamo parlando di un milione e trecento ventimila euro, pagati nel 2016 dall’amministrazione Falcomatà, di cui 120 mila euro solo di spese legali e di notifica del decreto ingiuntivo internazionale.